Simona Calý Cocuzza

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Simona Calí Cocuzza was born in Catania, Italy, in 1959. She studied in Catania, Lausanne and Paris.
In 1982 she starts photo reporting in Palermo, in the photo studio of Letizia Battaglia and Franco Zecchin. She collaborates for the daily newspaper L'Ora and national magazines: L'Espresso and L'Europeo.
In 1987 she travels about 9 months in South America, realizing many reportage. In Perú she works for a report on the tracks of Sendero Luminoso; in Colombia she follows the route of the Narcos in the Amazonia forest; in Paraguay she documents the history of the
Indios Ayoreos exterminated by General Strössner; in Bolivia and Venezuela she accomplishes geo-touristic reportages.
Back to Italy, several magazines as Panorama Mese, L 'Espresso, Epoca, Atlante, Isole published her South America journey.
In 1988 she goes to Central America and during 5 months spent there,she reports about the civil war in Salvador, the refugees camps in Honduras. In Nicaragua she does a reportage "after the Sandinista Revolution". In Costa Rica for L'Espresso she takes exclusive portrait of Eden Pastora in his secret shelter.
Her photos are published by The New York Times Magazine , Sette / Corriere della Sera,
Marie Claire and King. In 1989 Life magazine published one of her photos as " Photo of the month". This same photo ( a little girl with a doll in the Market of San Salvador) after being all around the world, is shown on Stern Annual Report as one of the best photos
in1989.
For the U.N.H.C.R.(United Nation High Commissary for Refugees) Simona documents the repatriation from Angola to Namibia of the ex guerrilla of SWAPO.
In South Africa she makes contacts with black and white women fighting together against the Apartheid.
Marie Claire publishes theirs portraits and the interviews.
In 1990 she goes back to Namibia because of the Independence Celebration. Her photos are distributed by the Italian photo agency Contrasto.
In Catania she makes a reportage about the juvenile criminality published by Epoca. In 1991 in New York, she subscribes an exclusive contract with the American Photo agency Black Star.
In 1992 Oliviero Toscani one of her photos for the international advertising campaign of Benetton " 92-93.
She works in Cambodia together with the U.N.H.C.R. And makes photos of the repatriation of the Cambodian from Thailand.
After some months she leaves to Israel and Palestine. She does a reportage on Israeli and
Palestinian women fighting together against the military occupation of the territories.
In 1999 after her two sons Luca and Gabriele were born, she starts her activities again of photojournalism and sails in the Indian Ocean from Myanmar on the track of the Mokens, the last sea nomads.
In 2000 in South Africa she makes a reportage about the " black bourgeois" published by IO Donna / Corriere della Sera.
In 2005 after taking again her university education, she graduated in Political Science - International right, with a thesis about South African " Truth and Reconciliation Commission".
In 2007 for the literary essays "XXI century" by Giunti (Firenze) she writes MANDELA, the biography of Nelson Mandela.
In 2009, together with Elena Brancati, she publishes "Sicilia, Guida ai luoghi del cinema, a
guide to the Sicilian Film locations
by Giunti Editore together with Cine Sicilia.
Ten itineraries to discover the places, the films, the directors and the actors that have brought Sicily on all the screens in the world. The book gets the International Prize "Efebo d'Oro 2010" for Cinema and Fiction.
In 2012 she goes back to South Africa in order to realize a project about " Cape Town World Design Capital 2014".
She lives between Catania, Italy and South Africa, where she still gets busy with political, social and artistic reportages.

 

 

 

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Simona Calì Cocuzza nasce a Catania nel 1959. Studia a Catania, Losanna e Parigi.

Nel 1982 inizia la sua attività foto-giornalistica a Palermo presso lo studio fotografico di Letizia Battaglia e Franco Zecchin.
Inizia a collaborare con quotidiani locali come L’Ora e il Giornale di Sicilia e con testate nazionali quali L’Espresso e L’Europeo.

Nel 1987 viaggia per nove mesi attraverso il Sud America realizzando diversi reportages. In Perù lavora ad un servizio sulle tracce di “Sendero Luminoso”; in Colombia segue l’itinerario dei narco-trafficanti nella foresta amazzonica; in Paraguay documenta la storia degli indios Ayoreos sterminati dal generale Stroessner; in Bolivia e in Venezuela realizza reportages con un taglio geografico- turistico.
Al suo ritorno in Italia Panorama Mese, L’Espresso, Epoca, Atlante, Isole, pubblicano i reportages del suo viaggio sudamericano.

Nel 1988 si reca in Centro America e, durante il suo soggiorno di cinque mesi, segue la guerra civile in Salvador; fotografa i campi profughi salvadoregni e nicaraguensi in Honduras, in Nicaragua documenta la realtà del paese dopo la rivoluzione sandinista. In Costa Rica fotografa in esclusiva per L’Espresso il nicaraguense Eden Pastora “il Comandante Zero” nel suo rifugio segreto.
I suoi servizi vengono pubblicati dal magazine del Corriere della Sera “Sette”, da Marie Claire e da King.
Il New York Times Magazine pubblica un suo reportage sul Salvador.

Nel 1989 una foto di questo servizio viene pubblicata dalla rivista americana Life come
“la foto del mese”.
La stessa foto, dopo aver fatto il giro del mondo, nello stesso anno appare sull’almanacco annuale della rivista tedesca Stern dedicato alle migliori foto del 1989.
Per l’ U.N.H.C.R.(Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) Simona documenta il rimpatrio dall’Angola alla Namibia degli ex guerriglieri della SWAPO (Esercito per la liberazione della Namibia).
In Sud Africa entra in contatto con le donne bianche e nere che da anni lottano contro il regime dell’Apartheid.
Marie Claire pubblica i loro ritratti e le interviste.

Nel 1990 ritorna in Namibia per la festa dell’Indipendenza di quest’ultima colonia africana. Le sue foto sono distribuite dall’agenzia Contrasto.
A Catania lavora ad un servizio sulla delinquenza minorile pubblicato da Epoca.
Nello stesso anno si iscrive all’Ordine Nazionale dei Pubblicisti.

Nel 1991, a New York firma un contratto di esclusiva con l’agenzia fotografica americana BLACK STAR.

Nel 1992 Oliviero Toscani sceglie una sua foto per la campagna pubblicitaria internazionale della Benetton ’92,’93.
Nello stesso anno lavora in Cambogia con l’ U.N.H.C.R (Alto Commissariato per i rifugiati) fotografando il rimpatrio dei cambogiani dalla Tailandia.
Mesi dopo parte per Israele e fotografa donne israeliane e palestinesi che insieme combattono contro l’occupazione dei territori. Il reportage viene pubblicato da Marie Claire.

Nel 1999, dopo la nascita dei suoi due figli Luca e Gabriele, riprende l’attività di fotogiornalismo con un viaggio in Birmania in barca a vela, sulle tracce dei Mokens, gli ultimi nomadi del mare.

Nel 2000 dal Sud Africa realizza un reportage sulla “borghesia nera”, pubblicato da Io Donna/ Corriere della Sera.
Nel settembre del 2000, con Paola Agosti e Melania Messina, espone le sue foto a Palermo in una mostra dal titolo ” Donne di terre lontane“.

Nel 2005, dopo aver ripreso i suoi studi universitari, si laurea in Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale - con una tesi sulla Commissione Verità e Riconciliazione sudafricana (Truth and Reconciliation Commission)

Nel 2007, per la nuova collana di saggistica “XXI” secolo” della Giunti Editore, realizza Mandela, la biografia del detenuto politico più famoso del mondo.

Nel 2009 insieme ad Elena Brancati pubblica Sicilia: Guida ai luoghi del cinema, della Giunti Editore in collaborazione con Cine Sicilia. Dieci itinerari per scoprire i luoghi, i film, i registi e gli attori che hanno portato la Sicilia sugli schermi di tutto il mondo.
Il libro riceve il Premio Internazionale di Cinema & Narrativa Efebo D’Oro 2010.

Nel 2012 ritorna in Sud Africa per realizzare un progetto su Cape Town World Design Capital 2014.

Attualmente vive tra Catania e il Sud Africa dove continua a seguire progetti di reportage di interesse politico- sociale e artistico.